| A Boudhanath, all'estrema periferia di Kathmandu in Nepal, tra strade che non hanno nome, ma solo sassi e polvere, c'è la Buddhist Child Home. E' una piccola struttura che ospita oggi 55 bambini e bambine per lo più orfani, raccolti per strada, portati dalla polizia e dagli ospedali. Da 16 anni opera (in gran parte grazie a donazioni private) per salvare queste piccole vite puntando tutto sull'educazione. Un tetto, un pranzo, una cena, ma sopratutto istruzione, istruzione e ancora istruzione. L'unica via di vero riscatto. Ho conosciuto di persona queste "piccole pesti" nell'ultimo viaggio verso l'Himalaya ed è stato come essere investiti da un ciclone di entusiasmo sotto i 50 centimetri. Incontrarli, incrociare gli sguardi curiosi, i sorrisi, vuol dire essere trascinati nella più innocente e pura delle felicità. Vuol dire ridere un sacco, farsi coinvolgere nei giochi, rispondere alle domande, farsi letteralmente sommergere di affetto. Vuol dire però anche mettersi a pensare quanto poco basterebbe per dare a questi bambini molte possibilità in più. Con "Cho Oyu 2008" abbiamo cercato di dare visibilità a questo progetto e in questi mesi abbiamo raccolto fondi che consegneremo direttamente alla Buddhist Child Home al nostro arrivo a Kathmandu. Qui un po' di foto del nostro ultimo incontro. Sotto il video della visita alla Buddhist Child Home e con i suoi bambini. |